Assegno Unico e Universale: Come Avviene la Divisione in Caso di Separazione o Divorzio
L’Assegno Unico e Universale (AUU), introdotto in Italia nel 2022, rappresenta una misura di sostegno economico fondamentale per le famiglie con figli a carico. Il beneficio, che sostituisce diverse prestazioni precedenti, è destinato a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori, con importi variabili in base all’ISEE e ad altre caratteristiche del nucleo. 
In caso di separazione o divorzio, la gestione e la suddivisione dell’assegno tra i genitori possono sollevare dubbi e controversie, rendendo necessaria una chiara comprensione delle norme applicabili.
♣ La legge stabilisce che il beneficio è riconosciuto per ciascun figlio minorenne e, in alcuni casi, per figli maggiorenni fino a 21 anni (se studenti, tirocinanti o con redditi limitati), oltre che per figli con disabilità senza limiti di età.
In un contesto familiare tradizionale, il pagamento viene effettuato su richiesta del nucleo familiare, con la possibilità di scegliere a chi venga accreditato l’importo: un solo genitore o entrambi in misura uguale.
Con la separazione o il divorzio, tuttavia, la situazione si complica, in quanto la gestione del beneficio deve essere allineata ai nuovi assetti genitoriali e al regime di affidamento.
Divisione dell’Assegno Unico in Caso di Separazione
La normativa prevede che, salvo diverso accordo tra le parti, l’assegno unico debba essere suddiviso equamente tra i due genitori, a prescindere da chi presenta la domanda. Questo principio è espressione del criterio di pari responsabilità genitoriale, sancito anche dal Codice Civile e dalla legislazione sull’affidamento dei figli.
1. Caso di Affidamento Condiviso e collocamento paritario
Nel caso più frequente di affidamento condiviso, l’assegno unico viene erogato in misura pari al 50% a ciascun genitore. In pratica:
2. Caso di Affidamento Esclusivo
In situazioni di affidamento esclusivo, invece, l’intero assegno unico può essere percepito dal genitore affidatario, salvo accordi che prevedano una diversa distribuzione. Ciò si giustifica dal fatto che il genitore affidatario sostiene in misura maggiore le spese quotidiane legate ai figli.
3. Accordi Tra i Genitori
I genitori possono, in qualsiasi caso, raggiungere un accordo privato che modifichi la distribuzione standard dell’assegno unico.
Cosa Fare in Caso di Controversie?
Quando i genitori non trovano un’intesa sulla divisione dell’assegno unico.
Il Tribunale stabilirà la ripartizione più equa tenendo conto:
- Delle condizioni economiche di ciascun genitore.
- Del tempo effettivo trascorso con i figli.
- Delle spese sostenute per il mantenimento.
In genere, il giudice tende a mantenere la divisione al 50%, a meno che non vi siano motivazioni documentate per una diversa ripartizione.
L’Influenza dell’ISEE e delle Nuove Convivenze
Un aspetto da non sottovalutare riguarda la determinazione dell’importo dell’assegno unico, che dipende dall’ISEE del nucleo familiare. In caso di separazione:
- Se entrambi i genitori presentano ISEE separati, l’importo del beneficio viene calcolato sulla base dell’ISEE del genitore convivente con il figlio.
- Se il genitore convivente con il figlio non presenta l’ISEE, il calcolo avviene senza tenere conto della situazione economica, erogando quindi l’importo minimo.
Inoltre, qualora uno dei genitori entri in una nuova convivenza o costituisca un nuovo nucleo familiare, ciò potrebbe influire sul calcolo dell’ISEE, con possibili variazioni nell’importo dell’assegno.
Conclusioni
L’assegno unico rappresenta una risorsa fondamentale per il sostegno dei figli, ma la sua gestione in caso di separazione richiede attenzione. È essenziale che i genitori conoscano i propri diritti e doveri, nonché i meccanismi per la divisione del beneficio. Qualora sorgano dubbi o conflitti, è consigliabile affidarsi a un legale esperto in diritto di famiglia o richiedere il supporto di un mediatore familiare per trovare una soluzione equa e rispettosa delle esigenze dei minori.
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♣ In ogni caso, è importante affrontare queste situazioni con l’assistenza di un avvocato esperto in diritto di famiglia, che possa orientare al meglio le parti coinvolte e tutelare i diritti dei soggetti interessati.
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