Con il presenta articolo si commenta una recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione n. 24930 del 17 settembre 2024 
Detta ordinanza ha posto in essere alcuni cambiamenti rilevanti in tema di:
Mantenimento post-unione civile
♣ In particolare la citata ordinanza ha sottolineato che il contributo economico di mantenimento non è automatico e deve essere valutato caso per caso, in base alla reale condizione economica delle parti coinvolte.
La Suprema Corte ha ribadito che: l’assegno di mantenimento tra ex partner di un’unione civile deve rispondere a criteri di equità e che l’obbligo di mantenimento deve essere riconosciuto solo se esiste una disparità economica tra le parti, come nel caso in cui uno degli ex partner si trova nell’impossibilità di mantenersi autonomamente.
Ma che cosa succede se entrambi vivono in condizioni precarie?
La Suprema Corte ha risposto che in una situazione di questo tipo: il mantenimento non può essere imposto, in quanto l’obiettivo non è compensare automaticamente uno dei due, ma rispondere alle reali necessità economiche. Ne consegue che se entrambi gli ex partner sono in difficoltà non si può prendere un contributo di mantenimento
Detta risposta segue un orientamento della Suprema Corte secondo cui: l’assegno di mantenimento ha la funzione di sostenere la parte più debole del rapporto concluso e che non è in grado da sola di sostenersi.
Il mantenimento non deve essere visto come una forma di rendita o risarcimento per la fine della relazione.
In conclusione l’ordinanza del 2024 torna ad evidenziare l’importanza di valutare diversi aspetti nella quantificazione del contributo di mantenimento, analizzando dettagliatamente:
- il contributo di ciascun partner alla vita comune e al patrimonio familiare;
- la durata dell’unione;
- l’età dell’ex partner richiedente.
Ciò al fine di evitare una rigida applicazione delle norme ed adattare la decisione alle specifiche circostanze del caso concreto
In conclusione, si può affermare che l’ordinanza n. 24930 del 2024 rappresenta un passo importante verso una maggiore flessibilità e giustizia nell’applicazione delle norme sul mantenimento post-unione civile, mettendo in primo piano le reali condizioni economiche delle parti e l’autosufficienza individuale.
♣ In ogni caso, è importante affrontare queste situazioni con l’assistenza di un avvocato esperto in diritto di famiglia, che possa orientare al meglio le parti coinvolte e tutelare i diritti dei soggetti interessati.
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