Quando una coppia è in crisi prima di arrivare alla separazione effettiva con il “timbro del Tribunale” attraversa diverse fasi.Immagine di due persone che si rivolgono le spalle, separate
Anzitutto ci sono i litigi, le urla e i silenzi.
A volte per evitare di discutere in continuazione e non dormire sul divano uno dei due decide di andare via di casa.
Una nostra cliente ci ha raccontato che , infatti, il marito dopo l’ultima grande litigata ha fatto le valige ed è andato a casa dei genitori
Lei è restata con le figlie che maggiorenni, non economicamente autosufficienti, vedono il padre come e quando vogliono.
Il marito ( è ancora tale), però, dopo diversi mesi si è reso conto che non sopporta più stare nella sua camera di adolescente e vivere con i genitori. 
Quindi ha detto alla moglie – che è corsa da noi allarmata – di voler tornare a casa e vivere “ da separati in casa”, fino a quando non troveranno un accordo in Tribunale.
La nostra cliente quindi ci ha chiesto, lo può fare?
Ovviamente non esiste una risposta univoca, ma a grandi linee si.
Se la casa che il marito ha lasciato è la casa familiare, dove insieme i coniugi in costanza di matrimonio hanno convissuto e costruito una famiglia ( anche se lo stesso non è il proprietario) ha diritto di vivere in quella casa.
La casa familiare,  infatti, l’immobile all’interno del quale si svolge la vita familiare.
La moglie non può cambiare la serratura ed impedirgli di entrare correrebbe nel rischio di farsi addebitare anche la separazione!! La Suprema Corte ritiene che: “nelle cause di separazione nessun coniuge può decidere, arbitrariamente, di cambiare la serratura di casa affinché l’altro non vi entri più, anche se quest’ultimo ha già abbandonato il tetto per andare a vivere altrove” (ex multis: Cass. Civ n. 25626/2016).
La nostra assistita ha il diritto di chiedere al giudice di farsi assegnare la casa familiare.
Come noto l’assegnazione della casa coniugale è possibile e collegata alla presenza di figli, anche maggiorenni, non economicamente indipendenti.
Si ricorda che l’assegnazione della casa coniugale non viene meno automaticamente quando i figli diventano maggiorenni ma quando diventano appunto economicamente indipendenti. Si rimanda ad un approfondimento sul tema: https://separazionesemplice.com/assegnazione-casa-familiare/
Fino a quanto non vi è un’assegnazione della casa familiare come unica residenza della moglie o del marito la casa può essere usufruita ed entrambi.
Chiaro che ciò non vale nelle situazioni di conflitto estremo e di pericolo, in questi casi è sempre meglio procedere con un ricorso di urgenza!
 
Fatte queste premesse si ricorda che è bene affidarsi sempre ad un legale esperto in diritto di famiglia quando nasce una crisi coniugale che porta alla separazione, al fine di regolamentare, anche nelle more di una decisione pacifica e consensuale, le la situazione.
 
 
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