Quando due genitori si separano, non è sempre facile trovare un accordo sulle decisioni che riguardano i figli. Una delle questioni che può creare maggiore contrasto è la scelta della scuola.

Meglio la scuola pubblica o quella privata? Quella più vicina a casa o quella con un determinato progetto educativo? E se mamma e papà non sono d’accordo, chi decide?

Su questo tema è intervenuta la Cassazione con l’ordinanza n. 24522 del 7 agosto 2026, con alcune indicazioni molto importanti.

Se i genitori non sono d’accordo, non conta solo la comodità

Nel caso esaminato dalla Cassazione, il padre e la madre avevano idee diverse sulla scuola da far frequentare alla figlia.

Il padre proponeva una scuola privata paritaria caratterizzata anche da un percorso legato alla cultura e alla tradizione ebraica.

La madre, invece, preferiva una scuola pubblica, anche perché più vicina alla casa e più semplice da raggiungere in relazione alla propria organizzazione familiare e lavorativa.

La questione, quindi, non riguardava soltanto quale scuola fosse “migliore”.

Secondo la Cassazione, la scelta della scuola coinvolge molti aspetti della vita e della crescita di un bambino.

La domanda principale deve essere: cosa è meglio per il figlio?

Questo è probabilmente il messaggio più importante della sentenza.

Quando i genitori non riescono a trovare un accordo, non si deve stabilire quale genitore abbia ragione.

Bisogna invece capire quale scelta sia più adatta al figlio.

La distanza da casa può essere importante. Anche gli orari di lavoro dei genitori, la possibilità di accompagnare il bambino, le amicizie già presenti e l’organizzazione della vita quotidiana devono essere valutati.

Ma questi elementi non possono essere considerati da soli.

Bisogna guardare anche al progetto educativo della scuola, al tipo di insegnamento offerto, all’organizzazione dello studio e alle caratteristiche personali del bambino.

In sostanza, la decisione deve essere presa mettendo al centro il minore e non il conflitto tra i genitori.

La scuola è una scelta educativa, non solo organizzativa

La Cassazione sottolinea un altro aspetto molto interessante.

Scegliere una scuola significa anche scegliere, almeno in parte, un determinato percorso educativo.

Per questo non è sufficiente dire che una scuola è più comoda perché si trova vicino a casa.

Occorre chiedersi quale effetto avrà quella scelta sulla vita del bambino.

Ad esempio: avrà difficoltà negli spostamenti? Potrà mantenere le proprie relazioni? Il progetto educativo è adatto alle sue esigenze? La scelta consente a entrambi i genitori di partecipare concretamente alla sua vita scolastica?

Sono tutte domande che possono assumere importanza.

E se uno dei genitori vuole la scuola privata?

Anche in questo caso non esiste una regola secondo cui la scuola privata debba essere preferita a quella pubblica, o viceversa.

Il giudice deve confrontare concretamente le diverse possibilità.

Nel caso esaminato dalla Cassazione, la scuola proposta dal padre aveva anche caratteristiche legate alla cultura e alla tradizione ebraica. La Corte ha precisato che il contrasto tra i genitori non era propriamente una controversia sull’educazione religiosa della figlia.

Tuttavia, la scelta della scuola incideva comunque sul suo percorso educativo e, per questo, doveva essere valutata con particolare attenzione.

Cosa succede se mamma e papà continuano a non trovare un accordo?

In caso di disaccordo su una decisione importante relativa all’istruzione del figlio, può essere necessario rivolgersi al giudice.

Il giudice non dovrebbe però limitarsi a scegliere la soluzione apparentemente più semplice.

Deve valutare la situazione concreta e considerare l’interesse del minore, tenendo conto delle esigenze educative, personali e anche pratiche.

Questo principio è particolarmente importante nelle separazioni perché spesso il conflitto tra i genitori rischia di spostare l’attenzione dal vero protagonista della vicenda: il figlio.

Il nostro commento

La pronuncia della Cassazione contiene, a nostro avviso, un messaggio molto chiaro.

Quando una coppia si separa, è normale che mamma e papà abbiano opinioni diverse. Il problema nasce quando ogni scelta diventa una battaglia per dimostrare di avere ragione sull’altro.

La scelta della scuola dovrebbe invece essere affrontata con una domanda diversa:

“Qual è la soluzione migliore per nostro figlio?”

Non sempre sarà la scuola più vicina. Non sempre sarà quella pubblica o quella privata. Non sempre sarà quella preferita dalla madre o quella proposta dal padre.

Dipenderà dalle caratteristiche concrete di quel bambino e della sua famiglia.

La responsabilità genitoriale significa proprio questo: non pensare soltanto alle proprie esigenze, ma cercare la soluzione che tuteli maggiormente la crescita e il benessere del figlio.

Ed è questo, in definitiva, il principio che emerge dall’ordinanza della Cassazione n. 24522/2026.

Se ti trovi in questa situazione, è importante valutare il percorso più adatto al tuo caso concreto.

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